Sicurezza informatica ed abitudini a rischio

Sicurezza informatica ed abitudini a rischio.

Se un comportamento è comodo allora è contrario alla sicurezza.

Questa massima deve accompagnarci quando accediamo ai sistemi della nostra azienda, al bancomat o a qualsiasi risorsa protetta da una autenticazione per l'accesso.

Fate un esame di coscienza delle vostre pratiche di cercatori di scorciatoie e riderete per non piangere!

Sicurezza prima di tutto

Sicurezza

Abbiamo scritto con il pennarello indelebile il PIN sul banccomat? Beh è comodo!

La password del nostro portale aziendale è "123456" od a cnche "qwerty" comodissimo per noi ma anche per che tenta di infrangere le barriere che proteggono i nostri "averi" digitali.

Nell'attesa di una possibilità seria di autenticarci con un VERO single signon su una risorsa che possa dare garanzie ( ci sarebbe  SPID ma è ancora riservata alla Pubblica Amministrazione)  dobbiamo rassegnarci ad autenticarci con le credenziali dei vari accessi che abbiamo e ricordarci che la combinazione username-password DOVREBBE essere unica per ciascun sito pena il rischio di violazioni a cascata in caso di violazione di uno dei tanti siti sui quali abbiamo eciso di autenticarci con una copiia username+password impegata più volte.

Anche l'autenticazione atrrìaverso i social network andrebbe limitata a siti che non comportano rischi (ricordo una sola violazione con furto di credenziali, per tutte, Yahoo).

Certo ci sono i siti che gestiscono credenziali, io per le credenziali meno rischiose utilizzo uno di questi, ma anche questa è una scelta che va ponderata con cura.

Il senso di questo articolo cosi lungo ed "antipatico"?

Ricordare a tutti che Internet è un ambiente esterno rispetto ala nostra area controllata non si deve "entrare" ma "uscire" in internet e tutto diventerà più chiaro!

Noi dobbiamo pensare che attraversiamo una area "aperta" a rischio come la pubblica via per andare da una proprietò controllata all'altra e muoverci di conseguenza, come non lasciamo le chiavi in auto o nella porta di casa.

Questo livello di attenzione è necessario per poter fruire senza eccessivi rischi di un sistema, la rete, di cui oggi non si vuole ne si può certamente fare a meno e che aggiunge molte possibilità rispetto al passato.

 

 

2 Risposta

  1. Bisogna però tenere conto anche del fatto che tutti noi siamo registrati a tantassimi siti e quindi per me è improponibile creare una password per ogni sito. Secondo me buona norma sarebbe almeno differenziare gruppi di password per livelli diversi di sicurezza. Per esempio, password complicata e univoca per accesso a online banking e lavoro ecc.. e gruppi meno complicati per siti con informazioni meno sensibili. Sarebbe almeno più "umano" tenere a mente le varie password (forse...)
    • Caro Paolo Mille grazie per il tuo commento! Sono d'accordo che la cosa è complessa, ma ci sono de trucchi come prendere le sole iniziali del proprio verso preferito (es Fatti Non Foste A Viver Come Bruti ed aggiungere il nome del sito: Fnfavcb_App4biz) o altri stratagemmi. Sicuramente la mediazione che suggerisci è un passo avanti verso la propria sicurezza! Pensa che, ancora oggi, la psw più in voga in rete è "123456" seguita, o preceduta nelle varie statistiche, da "qwerty".

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